martedì 22 dicembre 2009

Lo sport è fratellanza!

Dopo la maxi rissa 28 cartellini rossi

Denunciati giocatori, dirigenti e tifosi. Si salvano soltanto i portieri

Tutti denunciati, tranne i portieri. E’ finita nel modo più incredibile la partita clou del Campionato Piemontese Uisp, Eccellenza, Girone C Valsusa, fra le due squadre in testa alla classifica, l’Ac Buttigliera - Ferriere e l’Estrella del Sur (la Stella del Sud, squadra composta da peruviani), disputata la sera del 2 dicembre a Buttigliera Alta. Alla maxirissa, scoppiata al quindicesimo minuto del secondo tempo, nessuno ha saputo porre freno, costringendo l’arbitro a riparare negli spogliatoi e, da lì, a chiamare il 112. I carabinieri hanno denunciato le due squadre quasi al completo, oltre a panchinari, accompagnatori e tifosi. In tutto 28 persone. Quattro sono anche finite all’ospedale di Rivoli, con lievi lesioni.
Cosa sia successo lo racconta l’arbitro del match, Vincenzo Pacilli: «Sono stato convocato d’urgenza a Buttigliera, al campo di via Gatta a Ferriera. Il mio collega che doveva arbitrare era infatti incorso in un incidente stradale. Ho dato il fischio d’inizio con un’ora circa di ritardo, alle 21.30. Qualche problema è sorto subito: al 5’ il Buttigliera ha segnato un gol regolare, ma sono stato circondato da tutti i componenti della squadra avversaria, di nazionalità peruviana e brasiliana, che contestavano il gol. Io ho ammonito tre giocatori, poi è intervenuto il loro portiere che ha spiegato ai compagni che aveva sbagliato lui e che il gol era valido.
Poi tutto regolare sino al quarto d’ora del secondo tempo, quando il numero 14 della squadra dell’Estrella del Sur, John Vasquez, subiva un fallo di gioco e, rialzandosi da terra, colpiva un avversario, il numero 7 Daniele Cabras, con due schiaffi al volto, allo stesso tempo sputandogli in faccia. Io ho estratto il cartellino rosso per espellere il Vasquez. In quel momento un altro giocatore della squadra ospite, il 7 Jaime Moscoso, ha ingaggiato una colluttazione con un avversario, ma in pochi istanti la rissa è stata globale, con ingresso in campo di panchinari e dirigenti di entrambe le squadre. Il guardalinee della squadra peruviana, Carlos Abrahao, aveva intanto cominciato a percuotere con la bandierina i giocatori del Buttigliera mentre un tifoso dell’Estrella entrava in campo e si impadroniva della bandiera del calcio d’angolo, spezzandola e poi dirigendosi verso i calciatori rimasti in campo».
La rissa, durata almeno un quarto d’ora, si è interrotta quando un giocatore peruviano Jacobo Martinez è caduto a terra, vomitando e mostrando difficoltà respiratorie. Temendo il peggio, tutti si sono fermati, mentre l’arbitro, dagli spogliatoi, chiamava 118 e carabinieri. Il giocatore si è ripreso quasi subito ed è stato giudicato quaribile in una decina di giorni. Miniprognosi anche per gli altri tre feriti, tutti del Buttigliera. In terra sono state ritrovate le bandierine del corner e dei guardalinee.
E’ tocato al capitano Pesa della compagnia di Rivoli ed al maresciallo Minutolo della stazione di Avigliana cercare di fare chiarezza interrogando oltre 40 persone, in pratica quasi tutti i presenti. Alla fine i carabinieri hanno individuato responsabilità per 28 persone, equamente divise fra le due fedi calcistiche. Esclusa ogni implicazione razzista: ci sono stati sì - durante gli scontri - scambi di insulti che hanno chiamato in causa madri, sorelle e colore della pelle, ma qui s’è trattato soltanto di scarso controllo in campo, certo non giustificato dal fatto che si incontravano le squadre in testa al campionato.

mercoledì 28 ottobre 2009

Per vedere di nascosto l'effetto che fa

Anche Santena domina!

Cavalletto sui binari, fermati 3 giovani
"Volevamo vedere che effetto faceva"

Si divertivano a posizionare ostacoli davanti ai treni, mettendo a rischio i convogli: tre ragazzi, due dei quali minorenni, sono stati denunciati per attentato alla sicurezza dei trasporti

E’ stato fermato ieri un gruppo di giovani che il 15 ottobre ha messo per gioco un cavalletto di ferro sui binari della ferrovia Torino-Cuneo provocando la fermata improvvisa di un treno Regionale. Il convoglio non è riuscito a fermarsi e il cavalletto è rimasto incastrato nella parte anteriore del locomotore danneggiandolo.
L’episodio per fortuna non aveva riportato gravi conseguenze. La polizia ferroviaria, in seguito ad un appostamento, ha individuato tre giorni fa i sette giovani bulli, tre dei quali al momento sono stati denunciati. Tutti residenti a Santena, avrebbero nuovamente raggiunto il luogo della bravata qualche giorno fa in bicicletta e, una volta individuati dalla polizia, hanno cercato di nascondersi sotto felpe scure e cappucci. Soltanto uno, però, ha confessato l’accaduto chiamando in causa due compagni di avventure. Per questa ragione i denunciati sono solo tre, i due fratelli L.F., 20 anni, e L.F., di 16, e M.M., 17 anni, studenti e di buona famiglia. «Lo abbiamo fatto per vedere l’effetto che faceva» hanno detto agli agenti.
Questo è soltanto l’ultimo episodio di una saga di atti di bullismo che negli ultimi giorni sta circolando per le strade di Torino. Sparare colpi con armi non in regola, il gesto pericoloso del giovane 17enne in via Bologna o marchiare a fuoco un compagno di classe più debole, com’è successo all’Albe Stainer. Le motivazioni sono sempre le stesse. Per gioco o semplicemente per sentirsi grandi. Questi episodi riaprono il dibattito sulla necessità di applicare maggiori provvedimenti e controlli da parte delle famiglie e delle istituzioni di fronte a questi giovani sempre più pericolosi.

venerdì 25 settembre 2009

LoVVable



Era già troppo tempo che la sala d'aspetto della Stazione di SanBe non forniva materiale degno di essere rappresentato su questa bacheca!

Meno male che esistono ancora persone in grado d'aMMare...(anche se dislessiche!)

martedì 25 agosto 2009

Chi di spada ferisce...

Eh, è da giugno che si batte la fiacca!
Meno male che la movida della capitale sabauda ogni tanto ci fornisce qualche spunto degno di nota!

Minuti di paura sulle sponde del fiume
Sangue e scimitarre nella notte dei Murazzi
Rissa fra la movida, buttafuori ferito da un marocchino

TORINO - Kill Bill sabato notte ai Murazzi. Scimitarre e lanci d’acido, sangue, scontri e aggressioni multi-etniche: esattamente tra Alcatraz e Giancarlo. In un lampo la lingua finale della sottile striscia di locali notturni si è trasformata in un surreale campo di battaglia tra giovani festaioli da una parte e i marocchini che si dividono le aree destinate allo spaccio di ogni genere di droga. Luca Rognone detto «Bazooka», 45 anni, via Ormea, è rimasto ferito alla testa da un violento fendente: lungo taglio e via di corsa, in ambulanza, al Mauriziano. Guarirà in 20 giorni. Vittima di un gesto generoso, cioè il tentativo di bloccare un gigantesco nordafricano che brandiva la scimitarra. Infine, tutti gli extracomunitari armati sono svaniti nel nulla, ora ricercati dai carabinieri.
Il «Tango dei Murazzi», nella versione più hard, è roba già vista tanto che è diventato anche un brano di Vinicio Capossela. Questa volta però a movimentare la scena c'erano anche lunghe sciabole, micidiali bottiglie rotte e bottiglie di acido. La storia ha del surreale eppure è tutto accaduto sotto gli occhi di centinaia di persone per concludersi, poi, con il buttafuori ferito e con quella quindicina di giovani marocchini, molti minorenni, in fuga perenne, ogni volta che i tenui equilibri dell’area dominata dal racket della droga si infrangono per le più svariate ragioni.
Il tutto ha avuto inizio poco dopo le due e mezza di notte, nel pieno della movida estiva. Dai racconti dei molti giovani presenti, pare che l’enorme marocchino - una montagna d'uomo - a un certo punto abbia iniziato a colpire a casaccio a colpi di scimitarra le persone che si stavano facendo strada attraverso il serpentone di persone in cerca di divertimento. Addirittura, sempre secondo le testimonianze, due o forse tre persone sarebbero state colpite a sangue dall'arma brandita a caso in aria. Ma non ci sono ancora tracce di referti, negli ospedali torinesi.Nonostante la calca, il fatto non è sfuggito ai molti buttafuori che stazionano alle entrate dei numerosi locali sulla striscia finale del lungo Po dei divertimenti. Ne è nato subito un acceso muro contro muro fatto dagli addetti alla sicurezza, supportati da un gruppo di ultrà del Toro (per caso) presenti alla scena, da una parte.
Dall'altra, invece, un agguerrito fronte di marocchini immediatamente accorsi in aiuto del gigante con la lama. Solo che i marocchini, almeno una trentina, hanno subito sfoderato le loro sciabole (ne sono state contate almeno cinque) e brandito le bottiglie di acido in teoria corrosivo. Così è finita che uno dei buttafuori, appunto Luca Bazooka, si è beccato una sciabolata in piena fronte. Un taglio profondo e lungo una ventina di centimetri sulla testa rasata, poco sopra all’occhio sinistro.
A quel punto i marocchini sono spariti a gambe levate o in bicicletta, subito inseguiti, prima a piedi e un po' di tempo dopo anche in macchina, da chi forse avrebbe voluto vendicare Luca Bazooka. I carabinieri, in pochi minuti, sono intervenuti per coordinare i soccorsi e per tentare di individuare gli aggressori. Centinaia di ragazzi, nella confusione, non riuscivano a capire che cosa stava succedendo e perché una persona stava sanguinando ai bordi della strada. E così un ragazzo s’è precipitato verso le pattuglie dell’Arma, nel frattempo salite a tre, per sollecitare - con parole non proprio gentili - l’intervento dei militari. Ci sono stati un po’ di insulti, frutto della tensione, e alla fine il ragazzo è stato solo identificato, senza altre conseguenze penali.
Giù, sulle banchine dei Murazzi, ultimo flash di una notte violenta e bizzarra: la scimitarra insanguinata, abbandonata sul selciato, tra le mani di un ubriaco sfatto. In piena euforia da serata alla Quentin Tarantino ha pensato bene di raccoglierla, poco lontano dal luogo del fattaccio e scaraventarla nelle acque nere del Po, sotto gli occhi ancora più increduli dei presenti. Addio corpo del reato.

giovedì 11 giugno 2009

Curriculum vitae



Nuovo graffito su una parete della sempre feconda sala d'aspetto della Stazione di SanBe.
Che dire se non: Tinker, Tailor, Soldier, Spy...

lunedì 20 aprile 2009

Piacevole verticalità


Ardita arrampicata su muri strapompanti al forte di exilles!

venerdì 17 aprile 2009

Pubblicità dominio

Grazioso graffito eseguito col bianchetto sul retro di un sedile del sempre interessante autobus GTT Torino-Ivrea...



Sono importanti messaggi che è bene non lasciare che vadano perduti!

giovedì 19 marzo 2009

E' scoppiata la primavera!

Sesso in auto, amanti nei guai

BUSANO (TORINO)
Senza pudore, completamente nudi, travolti da una passione irrefrenabile, hanno deciso di fare l'amore in macchina. E fino qui, ci può anche stare. Peccato che, un operaio della valle Orco e una casalinga di Leini, hanno dato sfogo alla passione alle 11 , in via Bruda, tra Busano e Front, dove chiunque li poteva vedere. Infatti li hanno visti. In tanti. Poi qualcuno ha avvisato i carabinieri e una pattuglia dei militari di Rivara, che era in zona, li ha «colti in flagrante».
Scesi dall'auto, davanti agli uomini in divisa, i due amanti, entrambi sposati, non si sono scomposti più di tanto. Lui ha fatto un po’ di fatica a riabbottonarsi i pantaloni; lei, invece, è scesa dalla macchina senza infilarsi le scarpe: «Scusi, sa, la concitazione del momento». Quando hanno capito di essere finiti nei guai, l’atteggiamento, prima quasi complice con i due carabinieri, è cambiato. «Per favore, le comunicazioni giudiziarie che dovranno arrivarci, non speditele all'indirizzo di casa».

lunedì 9 marzo 2009

Vivat primarul!

"A Pragelato il prossimo sindaco potrebbe essere un romeno"

Integrazione perfetta nel paese olimpico: "I ragazzi imparano il nostro patois"

TORINO - La cima innevata del monte Albergian è lì che domina la valle che ha ospitato le Olimpiadi. «Siamo una terra accogliente e aperta ad ogni cultura» affermano nel bar a due passi dal municipio.
In paese bandiere al vento con orgoglio ricordano i giochi del 2006, altre dicono che siamo in una valle occitana. Ancora bandiere davanti alla piazza del municipio di Pragelato testimoniano uno spiccato senso dell’accoglienza, così il vessillo della Regione Piemonte è accanto a quello con i quattro mori della Sardegna. Si va oltre, Pragelato terra d’Europa. Qui un residente su quattro è straniero: 176 su 741. La stragrande maggioranza è romena (89 donne, 87 uomini e 39 giovani che non hanno ancora compiuto 18 anni) mentre albanesi, egiziani e russi si contano sulle dita di una mano. I romeni sono arrivati alla spicciolata e quassù hanno trovato il luogo ideale dove reinventarsi una vita: lavoro negli alberghi, un reddito decoroso e poi facilità ad integrarsi. Sorride dietro ai baffi il sindaco, Valter Marin, quando dice: «Se volessero, hanno i numeri per fare una loro lista elettorale, chissà potrebbero eleggere un sindaco romeno». Ma perché proprio qui e non in altre zone hanno deciso di fermarsi, si sono sposati fra di loro, ma anche con chi a Pragelato è nato. «La concretezza dei montanari ha saputo oltrepassare quell’innato senso di diffidenza - dice il sindaco -, in valle si cercavano uomini e donne disposti a lavorare sodo e i romeni hanno saputo dimostrare di essere all’altezza della situazione».
E non è finita lì. Come, e talvolta anche meglio dei locali, i bambini romeni imparano a parlare il patois, inseguendo un progetto voluto dalla Regione per salvare le lingue occitane. E poi ancora: frequentano le lezioni previste per un comune bilingue, la Francia è dietro a quelle montagne.
Continua il sindaco: «A scuola quando c’è stata la rievocazione della tragedia del Beth nella quale morirono centinaia di minatori travolti dalla valanga, i migliori interpreti sono stati i bambini stranieri». Integrazione è anche realizzare una festa, il primo dicembre, quando romeni e pragelatesi si incontrano per ballare insieme e preparare piatti di cucine lontane.
«Ho imparato a fare la bagna càuda» dice Mihaela Comanescu, da 14 anni a Pragelato, lavora nell’albergo Passet. In anni non ci sono mai stati problemi con i nuovi cittadini del paese. Anzi. Quando quassù sbarca un immigrato che, forse, ha intenzione di rovinare questo idilliaco equilibrio, sono i suoi stessi connazionali a mettersi in mezzo. A cercare il modo di fargli capire che chi vive a Pragelato ormai è più occitano che albanese o egiziano.
Integrazione vuol dire anche partecipare alla sfilata degli alpini. Li ha invitati Sergio Brunet, che nella sua segheria ha quasi esclusivamente dipendenti romeni: «Loro sanno il significato di un impiego sicuro. Ma non sono solo dipendenti, sono anche amici e così quest’anno li porterò con me alla sfilata delle penne nere».

martedì 27 gennaio 2009

Saturday night's alright (for fighting)

Rissa al Milù: in tre all’ospedale

Notte agitata, quella di sabato, nei pressi della discoteca Milù in zona San Bernardo ad Ivrea. Per motivi ancora in corso di accertamento, verso le quattro del mattino, alcuni giovani sono venuti alle mani, dopo esser usciti dal locale.
Il diverbio è presto degenerato in una vera e propria zuffa, tanto che per sedare la rissa sono dovuti giungere sul posto diversi equipaggi della Compagnia Carabinieri di Ivrea. Insieme ai militari sono giunte anche tre ambulanze per trasportare al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Ivrea, altrettanti giovani contusi nella rissa.
Colpisce l'età dei giovani coinvolti: tutti di soli 18 anni e colpisce ancor più considerando l'orario in cui sono avvenuti i fatti.
Riguardo l'esatta dinamica dei fatti e la catena di eventi che ha portato agli scontri, al momento, sono ancora incorso le indagini coordinate dai Carabinieri di Ivrea.